martedì 24 febbraio 2015

IO CONFESSO


Basta! Non ne posso più! Per cui...!


( A voi, nessuno chiede il bis.)


Je sphyde l'òracule et... et... ETROM! ETROM! ETROM!


(Cala pure su me qual fatidico strale, o velo pietoso. Triplice o quadro...? A strati! Troppo* m'è cara (Las mentinas**) ond'io la scarti. E... catarsi.) 


* Tanto, invero.
** Mou!

BONUS: Obbedisco.



MINTAURO  Unificar le Forze, arduo cimento è questo. Mel disse Marone: d'uopo è immoolar...
STEPHENIATTE  Invero v'è un cemento (novissimo!), sintetizzato in Broonte: la gomma de lo ponte. Vuol dire bualità.
MINTAURO  Sinteché...?
STEPHENIATTE   O Numi, Lesbo a parte!



(Spegni la tele, Vivi. Apri la finestra. Respira... Ti è dolce la fragranza, di polline e brioche.)

INTERMEZZO:  Mel diss' Man... Maurice.

(trash)

♥ 

I can resist not: in my heart there is a vigil, and these eyes but close to look within; and yet I live, anb...



(12/6/2016 Oggi... Oggi... Oggi... Oggi in piscina un tipo strambo mi vede, guarda, vede ed apostrofa: "Uhè Rosé, come st...? Ah no, scusa... ci pari un bordello!" Pausa di riflessione cognitiva, approfitto dell'apostrofo osceno, e l'accento: "Senti un po', signorino, ma codesta Rosetta esattamente di famiglia che fa?" Lui: "Taffeta, cara." Io: resto basita, perché: in quell'istante, nella mia testa, passava un treno. Fiiiiiiiine prima parte. [Little fioriste crescono ed... "ACCATTATEV' 'E ROS'!!!"] China sulle mie povere cos' [accappatoio, sandaletti], faccio la mossa di tirarmi su. Lui strambo pensa "Mai visti due così..." poi* dice "Posso offrirti un cliché ghiacciato?" "Ni, grazie, sono una santa", io. E, mentre svanisco nel vespro adiacente, peritandomi di conferire quelcertoqual nonsoché di misura all'estro naturale delle mie anche, lo sento guardarmi [come si guarda una misera, negletta** Charlot: disaccoppiata nella prospettiva, immacolata nella congettura] e esclamare doi pori: "Però!".

Y, ruopp' 'o fintomare***, nu puocc'  'e cinesuperrealità: Julietà [Hu-li-et-a]. Piango a dirotto per tutto il tempo, seppur non tanto quanto quando, a titoli fatti e finiti, realizzo lo smarrimento. Di' 50 dico CIN-QUAN-TA euro. Ipotesi. Magari al bagno, spingendoti, pipì, o Vivì...? Oppure in sala, grattandoti il popò...? E alla c in biglietteria****, allorché dilapidavi i fratellini [euro 6 e 50 in due monete da due, due da uno e una da mezzo]...? Fatto sta che... Considerazioni. Era una magnifica, magnifica banconotina, di un magnifico pallido, pallido rosa,, tendente, nelle regioni interne e inesplorate, al rosso mattone. Nuova di zecca, teneva una voce propria e proprî pensier, e, non faceva di male ad alcun; meno ch meno a Pedro! Dentro di me, spero [egli, grazie] scorra queste scarne righe e si commuova: nessuna femmena pagò mai a sì caro prezzo la vista di una pellicola [in senso strettamente pratico]. Comunque. A chiunque A te che l'hai trovata, trovi e/o troverai: abbine cura. Ella non tollera lume-rumori, soffrisce esser tocca*****, aborriscie coi sconosciuti il conversare [o il vicino], conservare in un por maialino, mai: us

* A. I. M. V. A. S.
** Nonché stupenda!
*** Suona come...? 
**** Casso l'orribile, volgare vocabolo. Per (e qui sono profetica) scaramanzia.
***** Qui rileviamo, netta, l'ombra di un autolesionismo... C.



(4/6/2017 Pazza un annetto di vita apparente e* mi risvelio, letargica, di nuovo in piscina. Fluttuante su di un vello** trasparente nel segno di una polla blu smagliante, mi fingo, tutta bikini e avorio, l'Olympia del Manet. Sennonché, fra le udita stringo [dolcemente] le ali serotine di una autografa rarità: La dama del piacer e di picche di Puskin del Puskin [figlio. A Vivi {nonna} con pulsante, duraturo affetto. T. M. Puskin]. Stracca, trascino le pupille stracche sino in fondo; circondo di un'aura putrescente di mera rispettabilità zombie l'ordet*** definitivo/a: Violoncello. Violoncello! V... Chiudo. Serro! Sprango. Sulla sponda, una negra semi-apparente si affaccia un secondo da me, mi sorride**** serafica e, frullando di gabbo senile la palma a sinistra, mi implicita: "Duddo bene, zignorina?". Arriccio la punta del piede consimile in forma di assenso: "Tutto bene... cara. Solo che... urge QUI ADESSO SUBITO DANNATO CLICHÉ GHIACCIATO!" e guardo avanti, giù le palpebre, e spero. Pia più che mai. [Tempo.] All'improvviso all'orizzonte si allarga un/a 2 con... CONTINUA)

**** Trentatrè dentini e tutti ben allineati, fulgidi!, siccome i vasi tanti d'anemoni strabilianti alla finestra veneranda d'ogni zia sventurata. Racchiuses nella nicchia salvifica di un pur vago disfacimento, inscritte nella cornice disinstoriata di una pur vana qualchescenza vadasé, quando passi di sotto nelle notti di calura in tutt'altre tue faccende affaccendata le senti mormorare: "Svaniire... Svaniiiire... Svaniiiiiii... UH, CIAO VIVI!".
*** "Parola!", in Copenaghen...
** Aereo materassino. 
 
?


















































BONUS

(CONTINUA a parte)
Orbo il CamillaS di tanta Manna (fuso fatuo e coma), l'urbe capoccia implora: - "Vivi, salvaci tu! Vieni a sostîrla!" - "Como?" (si era in chatte) - "Tu!" - "Sosti TU irla?" - "Tu!" -"Io?" - "Tu!" - "Io io?" - "Tutù!". Tolgo il tutù (come il sapeva?) e mi attacco al tuu tubo del mas, onde spuntar qualche puntatina, onde rinfrescarmi Mnemosina, onde. O. O che delicatezza di tratti! O che modi schietti quanto elegatti! E o con che grazia bizantina presenta a le ricette! Due punti. Filetto di vitellino marezzato (attenzione, fragile), bastoncini del Capitano in salsa di Nostromo (è Spugna), maccheroni alla mickeyrooney alla Mickey Rourke, rollé di chiwawa in distillato di Martini dry (qui c'è tanta Cina, tante maiette e tante gonne*), passacaglia in crosta veemente di tartufo ravennate, timballo e ti porto via alla Alfred, pavana di pomidoro in salsa barbara, eccellente bombolone, eccetera flambé! Vabbé, che sara mai. Vado su, registro due puntate, di test e core, magari in tutù, e, se proprio nu, almen averò sì fatta 'na bella sperienza nell'angusto ambìto dello spettacolo (e a questo mot ho una visione chiara della fanciulla che, à l'hôpital, sguscia via dal coma, espettora, dice trentatré, chiama l'ispettore, ripiomba giù, siccome larva nel mondo che nessun sa). Ok, vado a comprare i biglietti del bus, perché io il treno no né morta ammazzata** e l'aereo no e no neppur femminicidata!*** "Posto a random o c'ha preferenze?" insinua la cocottabbaccaia. "Se si può, vicino all'autista" dico io. "Random!". Ora sto qui a stropicciarmi il cervello nell'attesa (è il tre di settembre e lo start è fisso al cinque): sarò all'altezza della comatosa? Saprò cavarmela? E, se allungherò le mani su qualche ghiotto piattino, o la lingua (una leccatina a... random), non si offenderanno mica, no? Ma soprattutù, riuscirò a trattenermi dal sussurrare languida al disgraziato autiere: "Comandante, il motore fuma."?
* Boh.
** Un passante.
*** Un amante.